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Un'altra politica è possibile, anche in Umbria



RASSEGNA STAMPA

Luigino Ciotti






Comunicato stampa - 27/04/2005

Il circolo di Assisi del PRC invece di fare iniziativa politica, che è pari quasi allo zero così come la sua visibilità, passa il suo tempo a discutere di me ed esprimermi critiche non sapendo nemmeno leggere i risultati elettorali.
Infatti su 1074 voti ben 386 elettori di Rifondazione Comunista (il 36% e non mi pare poco 1 su 3) ha espresso la sua preferenza scrivendo Ciotti nonostante i giudizi negativi su di me espressi da parte del gruppo dirigente del partito, l' indicazione di altri candidati e l' aperto boicottaggio (nessuna iniziativa ed anche i manifesti coperti), risultati che avrebbero dovuto indurre qualcuno, il segretario Franco Di Lascia in primis, a qualche autocritica.
Ciò credo dimostri il forte radicamento, la stima e la credibilità (al contrario di altri) che ho in questo Comune.
Invece prendendo spunto da un documento scritto e firmato da 33 autorevolissime persone, religiosi, giornalisti, uomini di cultura e dirigenti di grandi associazioni, alcune dei quali anche di Assisi, in mio sostegno, invece di essere felici che persone della società civile organizzata si sentano vicine alle idee ed ai valori portati avanti da dirigenti di Rifondazione Comunista come me si offendono, naturalmente dopo che lo aveva già fatto sulla stampa il segretario regionale Stefano Vinti.
Forse questo gli può far guadagnare qualche merito dalle gerarchie di partito e magari qualche ricollocazione lavorativa, ma certo non fa guadagnare nulla all' immagine del partito e nemmeno voti visto che molti di coloro che hanno votato me ad Assisi (o anche altri candidati come Broegg) non votano normalmente il PRC e questo per il futuro può essere un problema.

Luigino Ciotti




Giornale dell'Umbria - 22/04/2005  Prima pagina

É doveroso riportare anche i commenti fortemente negativi, anche quelli scritti da anonimi (non essendo noto chi si cela dietro lo pseudonimo "Braccio da Montone"). Vorremmo solo rilevare che quanto meno non corrisponde al vero la circostanza in cui la presidente Lorenzetti avrebbe risposto ai firmatari della petizione in quanto non ha avuto luogo un incontro personale e diretto di tutti i rappresentanti con la Presidente.

CASO CIOTTI
Il voto? Un orpello. Decidono i fans club

di BRACCIO DA MONTONE

Per i supporters di Luigino Ciotti, persona per bene e simpatico rifondarolo terzomondista in salsa bastiola, le elezioni andrebbero abolite. O meglio andrebbero fatte, ma se non danno il risultato sperato la presidente - o il presidente - di turno possono cambiare a proprio piacimento le carte in tavola.
Così i fan di Ciotti, candidato alle regionali e risultato primo dei non eletti di Rifondazione comunista, pretendono - attraverso una raccolta di firme - che la presidente Lorenzetti proclami d'imperio consigliere regionale il tenace bastiolo. Appunto, ciò che il popolo non ha scelto- pur dandogli una mole di voti, consistente - scelga la Lorenzetti.
Una sorta di infeudazione, insomma, di quelli che andavano di moda ai tempi di Braccio anche se il sottoscritto ha sempre preferito i galloni in battaglia a quelli regalati con indulgenza. Invece Ciotti no.
E già s'immagina la Lorenzetti, vestita in pompa magna, che nell'aula di Palazzo Cesaroni mette in testa al prescelto, inginocchiato, la corona - anzi, la coroncina - di consigliere regionale. "Nun se po' fa'", pare abbia spiegato la Lorenzetti ai supporters del rifondarolo non eletto - una trentina, più o meno rappresentanti di altrettante associazioni - quando le hanno presentato la petizione "pro domo sua". "Rivolgetevi - avrebbe continuato la presidente con l'occhio furbo - a Rifondazione comunista chiedete che uno dei loro due eletti (Tippolotti e Lupini) si dimetta per far posto in Consiglio al vostro beniamino". La voce è immediatamente arrivata ai due interessati, che pare non abbiano neppure sprecato una parola limitandosi a replicare con i gesti.
Ma per i "Ciotti fan club" la piazza conta più dell'urna ed è probabile che ci sarà una nuova raccolta di firme a suo favore stavolta con tanto di slogan: "Ciotti per forza". L'idea, comunque, è piaciuta anche ai non eletti degli altri partiti che, in nome della rappresentanza di fondamentali interessi collettivi, vogliono creare insieme al bastiolo un consiglio regionale alternativo. Da "un altro mondo possibile" a "una poltrona è comunque possibile".




Giornale dell'Umbria - 21/04/2005  Assisi-Bastia

Alagna: "Di Lascia usa il direttivo per poter attaccare Luigino Ciotti"

ASSISI - Non esiste alcuna presa di posizione ufficiale del direttivo di Assisi del circolo di Rifondazione comunista in merito all'appello a sostegno dell'ingresso in consiglio regionale di Luigino Ciotti fatto da un significativo gruppo di persone, del mondo religioso, culturale, associazionistico ed universitario e consegnato alla presidente della Regione dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti. Lo assicura Pino Alagna, membro del direttivo del circolo assisano "Peppino Impastato" che aggiunge: "E' il segretario Franco Di Lascia che in maniera del tutto scorretta attribuisce all'intero direttivo il suo personale attacco (che peraltro non ha nulla a che vedere con il documento in questione) nei confronti di Luigino Ciotti. C'è stato semplicemente un dibattito interno al direttivo al termine del quale non si è votato alcunché, tantomeno di dare incarico al segretario di fare un comunicato stampa di critica all'appello a sostegno di Luigino Ciotti a nome del direttivo".




Corriere dell'Umbria - 18/04/2005

Vinti non ci sta: inaccettabile ingerenza
Appello per Ciotti in consiglio
Sottoscrizione alla Lorenzetti


PERUGIA - Un appello alla presidente Maria Rita Lorenzetti affinchè Luigino Ciotti, primo dei non eletti nelle liste di Rifondazione comunista, entri in consiglio regionale è stato sottoscritto da 30 esponenti del "mondo dell'associazionismo, del1'ambientalismo, dall'informazione, dell'educazione, dell'area cattolica e dei comitati civici" . Tra le firme quelle dei francescani padre Nicola Giandomenico e padre Gianmaria Polidoro, di don Achille Rossi e don Gianfranco Formenton, della scrittrice Clara Sereni e di Mario Capanna. Nel documento di "Umbria per Ciotti" si chiede "che i valori, messi al centro della campagna elettorale di Luigino Ciotti, sui quali tanta parte dell'elettorato ha creduto, vengano rappresentati in Consiglio regionale. Un appello che non è andato giù al segretario regionale di Rifondazione Stefano Vinti che parla di un'inaccettabile ingerenza. "L'appello sottoscritto da 30 firme - dice Vinti - che chiedono l'ingresso in consiglio regionale del candidato Luigi Ciotti ha l'intento di modificare il risultato elettorale determinato democraticamente dall'elettorato, oltre che a prefigurarsi come una inaccettabile ingerenza sulle decisioni di Rifondazione comunista dell'Umbria. Pavilio Lupini e Mauro Tippolotti sono espressione di elevata qualità".




La Nazione - 18/04/2005

«Un assessore a Rc per il seggio a Ciotti»
Trenta firme sul tavolo della Governatrice


PERUGIA - Un appello con 30 firme rappresentative di diverse sensibilità politiche, sociali e religiose ha sottoscritto è stato presentato sabato mattina a Maria Rita Lorenzetti (verrà visionato dalla Governatrice oggi, lunedì 18 aprile): spezza una lancia per Luigino Ciotti, primo dei non eletti alle recenti Regionali per Rifondazione comunista e persona conosciuta e stimata nelle file del pacifismo, del volontariato e dell'ecologismo umbro e non solo. Nel documento si chiede che i valori, messi al centro della campagna elettorale di Luigino Ciotti, sui quali tanta parte dell'elettorato ha creduto, vengano rappresentati in Consiglio regionale. Questa scelta sarebbe possibile nel momento in cui un consigliere eletto in Rc divenisse assessore, lasciando così un posto libero per il primo dei non eletti. I sottoscrittori dell'appello provengono dall'associazionismo, dall'ambientalismo, dall'informazione, dal mondo dell'educazione, dall'area cattolica.




Il Messaggero - 18/04/2005

Regione amara
Trombati dagli elettori, rilanciati dagli sponsor
di MARCO BRUNACCI

PERUGIA - La regola della politica regionale? Sta diventando: "beati gli ultimi". La prima settimana di trattative per la giunta regionale ha avuto per protagonisti crocerossini impegnati a salvare gli esclusi e un servizio di San Bernardo per il recupero dei valanga elettorale. Per salvare Cimicchi, battuto dalla narnese Gilioni, si chiedeva per Rossi un posto in giunta e le dimissioni dal consiglio. Si sono cercati posti per Barboni e la Gaia Grossi. Il governo della Regione deve diventare il rifugio dei respinti dagli elettori? Ma c'era anche chi voleva convincere la vincitrice della gran corsa socialista, Ada Girolamini, a indicare un suo antipatizzante per il posto in giunta. La tradizione francescana di porgere l'altra guancia non è prevista nello statuto regionale e dovrebbe valere negli spesso ruvidi rapporti politici?

Nel momento che non ti aspetti ecco che arriva il "caso Rifondazione": un appello alla presidente Maria Rita Lorenzetti con 30 firme (da francescani nobili come padre Giandomenico o Polidoro, alla scrittrice Clara Sereni, a Mario Capanna, a don Achille Rossi e don Formenton) perchè Luigino Ciotti, primo dei non eletti nelle liste di Rifondazione, entri in consiglio regionale. Come? Inserendo in Giunta uno dei due eletti rifondatori (Tippolotti o Lupini) e poi costringendolo a dimettersi dal consiglio. Perchè tutto questo sconvolgimento? Per portare in Regione «i valori di Ciotti», «un modo decisamente diverso di agire rispetto allo scenario politico al quale assistiamo». Il segretario di Prc Vinti è una belva. Parla di «inammissibili ingerenze» e vuole chiudere subito la vicenda. Ma il dado è tratto. Nascerà ora il grande "partito dei trombati e degli incompresi"?




Giornale dell'Umbria - 18/04/2005

Prc, in trenta firmano per Ciotti. Vinti "Inaudito"

PERUGIA - Trenta persone, l"Umbria per Ciotti", come si é definito questa sorta di comitato, tra cui intellettuali e religiosi, che firmano un appello alla presidente della Regione per chiedere l'entrata in consiglio regionale di un rifondatore comunista "che rappresenta lo sforzo di parte della società civile umbra, di mettere al centro delle scelte quotidiane un ripensamento dei comportamenti e dei consumi per l'umanità, l'ambiente e uno sviluppo solidale e sostenibile". Il segretario regionale di Rifondazione comunista che a stretto giro di posta risponde duramente di non accettare ingerenze nella vita interna del suo partito e che denuncia la "degenerazione personalistica della politica". Tra Luigino Ciotti, bastiolo combattivo esponente della componente "Malabarba", primo dei non eletti di Rifondazione comunista alle ultime elezioni regionali e oggetto dell'appello e il "suo" segretario Stefano finti, bertinottiano, l'aria si fa tesa. E ai trenta sottoscrittori dell’appello secondo il quale, magari passando attraverso le dimissioni di un consigliere di Rc ,nominato assessore, si potrebbe trovare uno scranno a palazzo Cesaroni per Ciotti, il segretario manda a dire che l'iniziativa per Ciotti "ha l'intento di modificare il risultato elettorale" e che "l'appello rivolgendosi direttamente alla presidente della giunta regionale è il chiaro tentativo dì delegittimare gli organismi di partito anche da parte di iscritti e dirigenti di altre forze ed evidenzia una idea istituzionale iperpresidenzialista da far impallidire lo stesso berlusconismo".




Giornale dell'Umbria - 16/04/2005

A colloquio con Luigino Ciotti, primo dei non eletti per Rifondazione Comunista in Regione

"Occorre tornare a fare politica"

Il consigliere comunale di Bastia giudica deludente il risultato del Prc


BASTIA UMBRA - Le 1906 persone che (in 39 diversi comuni) hanno scritto il nome di Luigino Ciotti a fianco del simbolo di Rifondazione comunista, in occasione delle elezioni regionali, hanno evidenziato la consistenza dell'area "no global" (anche se la definizione è riduttiva) in provincia di Perugia. Il "pierino" di Bastia Umbra è il primo dei non eletti nel partito di Bertinotti: vale a dire che avrebbe buone possibilità di entrare a Palazzo Cesaroni. Molto dipenderà dalle alchimie che presiederanno alla formazione della Giunta Lorenzetti 2: con la nomina ad assessore di uno dei due eletti nel collegio di Perugia (Tippolotti o Lupini) potrebbero scattare le dimissioni da consigliere e Ciotti avrebbe uno scranno. Una trentina di suoi sostenitori (tra gli altri Vincenzo Vizioli, presidente nazionale dell'Aiab, Massimo Camerieri, presidente regionale dell'Arci...) hanno invitato pubblicamente la presidente dell'Umbria e il segretario del Prc, Stefano Vinti, perché si arrivi a questo risultato. Quale che sia l'esito del confronto in ambito istituzionale, Ciotti ribadisce: "Esiste una domanda di rappresentanza nel movimento pacifista ed ecologista, nei settori della cooperazione sociale e del consumo critico: componenti significative della società convinte che un'altra politica è possibile (è stato il mio slogan per la campagna elettorale) e che non hanno avuto quasi nessuna sponda elettorale. Ad eccezione di Oliviero Dottorini dei verdi civici, nessuno degli eletti è un portatore convinto di queste istanze ".
Nemmeno dentro Rifondazione comunista?
Mi viene in mente solo Fabio Amato di Foligno, per il resto l'impegno maggiore è stato quello di dare la caccia alle preferenze...
Come giudica il risultato del Prc in Umbria?
"Al di sotto delle aspettative: la previsione era di raggiungere almeno al 10%, percentuale raggiunta solo in provincia di Terni (10,2) mentre siamo all'8,9 in provincia di Perugia."
Quali sono i motivi di questa crescita mancata?
"C'è un modo vecchio di fare politica: schiacciato sull'amministrazione quanto agli enti locali; per contrapposizioni nella vita interna del partito: la scelta calata dall'alto (leggi Bertinotti, ndr) di andare al congresso divisi per mozioni ha manifestato tutti i suoi limiti nella sua applicazione locale. In Umbria i bertinottiani hanno avuto l'80% dei voti nei congressi locali e alla prova elettorale il più votato è risultato Pavilio Lupini di Gubbio (mozione Grassi, oppositore strenuo del segretario nazionale), il primo dei non eletti sono io (mozione Malabarba, altra minoranza interna), il quarto (Carlo Biccini) è un indipendente".
Il risultato di Luigino Ciotti che cosa significa?
"Che c'è spazio per i movimenti convinti che un altro mondo è possibile, per le istanze che considerano il conflitto sociale come sale della democrazia e del progresso anche in realtà governate dai partiti progressisti. Sono convinto che la mia pratica politica ha aiutato anche a recuperare al voto alcuni settori altrimenti astensionisti: gruppi, comitati, singole persone che non credono alla politica dei palazzi, agli apparati professionisti di partito, che puntano sul movimento, al coinvolgimento diretto nei problemi. Mi tornano segnali anche di un rafforzamento delle reti dell'associazionismo, del volontariato, della voglia di tornare a fare politica".
C'è chi sostiene che Rifondazione in Umbria sia il "partito della mossa": dichiarazioni altisonanti e rivoluzionarie a fronte di pratiche di piccolo cabotaggio...
"C'è del vero, soprattutto a guardare come si è votato nelle istituzioni e nei consigli di amministrazione: troppe volte c'è una rinuncia a differenziarci dagli alleati di centro sinistra. Basti citare le leggi sulla cooperazione sociale e quella sull'associazionismo che hanno a disposizione fondi irrisori; e poi l'addizionale regionale sull'Irpef, i vari piani regionali (cave, rifiuti, sviluppo rurale), la legge sull'urbanistica che allenta i vincoli e che aiuta a cementificare il territorio...". E invece che cosa bisognerebbe fare concretamente?
"Quando dico un'altra politica è possibile, intendo: trasformare profondamente il modello partecipativo dominante in Umbria da 30 anni ormai diventato una farsa che sta aumentando la distanza tra cittadinanza e istituzione pubblica. Penso allora alle pratiche del bilancio partecipativo dove i cittadini non sono chiamati a ratificare le scelte di bilancio già predisposte da apparati burocratici e amministrazioni: vengono, invece, coinvolti nelle decisioni di spesa, magari condividendo anche responsabilità di scelte che non accontentano tutti…”
Perugia svolge un ruolo propulsivo nelle dinamiche regionali o, piuttosto, è una cappa sotto la quale non si deve muovere nulla...
"... che non sia deciso in corso Vannucci. Anche se si tratta di una battuta è un'affermazione fondata: sono molte (in parte non accessibili) le stanze dove si prendono le decisioni pesanti... lavori pubblici, appalti, incarichi, presidenze... Per me, invece, è nel territorio (fabbriche, piccole città, campagne) che si deve lavorare per modificare le condizioni di vita e di lavoro, a cominciare da chi vive una condizione più fragile... gli immigrati, gli anziani. Insieme c'è da tenere a bada le multinazionali e contrastare l'espansione delle eco - mafie".
Da dove bisognerebbe cominciare?
"Dalla riorganizzazione dei centri urbani schiacciati dallo strapotere della mobilità in automobile; dalla limitazione del consumo della pianura concepita come un'unica area da urbanizzare, da coprire di capannoni".




Corriere dell'Umbria - 30/03/2005 - Brevi

Stasera nella chiesa di San Rocco un concerto del chitarrista Mela
BASTIA UMBRA - Avrà luogo questa sera alle ore 21, nella chiesa di San Rocco, il concerto di Mauro Mela, chitarrista classico e autore di musica popolare. L'iniziativa è del circolo culturale "primomaggio" che comunica anche un altro importante appuntamento: Gianni Minà presenterà a Bastia Umbra il suo nuovo libro il prossimo 21 maggio.




Giornale dell'Umbria - 26/03/2005 - La curiosità

Ciotti alla casa delle associazioni
ASSISI - Si terrà presso la Casa dell'Associazionismo di via della Viola, a Perugia, l'incontro che Luigino Ciotti, candidato di Rifondazione comunista alle elezioni regionali, ha voluto fortemente per realizzare in una occasione pubblica un momento di confronto con i cittadini e gli elettori. L'iniziativa vedrà la presenza di rappresentanti di importanti associazioni e movimenti per confrontarsi sulle esigenze e sulle prospettive. Altre informazioni sono disponibili sul sito internet: www.prcbastia.it.




Corriere dell'Umbria - 24/03/2005 - La curiosità

Lo stipendio? Per la solidarietà
ASSISI - Non poteva non partire all'ombra della basilica di San Francesco la promessa francescana di Gianfranco Costa (UDC) e Luigino Ciotti (Rifondazione Comunista) che hanno scelto, come cavallo di battaglia elettorale, il taglio dell'indennità di consigliere regionale. Ma un taglio molto particolare. Infatti sia Ciotti che Costa promettono, in caso di scalata con successo a palazzo Cesaroni, di devolvere una parte del loro stipendio da consigliere regionale in solidarietà. E se Ciotti offrirà il 20% mensile per progetti di cooperazione internazionale e di sostegno alle botteghe del commercio equo e solidale, Costa devolverà il 25% dell'appannaggio a due borse di studio per i giovani, due contributi per anziani disagiati e ad associazioni cattoliche senza scopo di lucro. Ciotti ha individuato un comitato di garanti (fuori dal partito) per gestire i fondi.




Corriere dell'Umbria - 24/03/2005 - Taccuino elettorale

PRC - Ciotti e il lavoro
"Nuovo testo unico sulla sicurezza del lavoro: tutela o assenza di regole?" questo è il titolo dell'incontro che si svolgerà stasera alle 21 alla Sala Consiliare del Comune di Bastia Umbra. Il tema, verrà dibattuto da esponenti delle istituzioni, del mondo del lavoro e da Luigino Ciotti candidato del Prc.




Giornale dell'Umbria - 24/03/2005 - Brevi dal Giornale dell'Umbria:

Incontro a Bastia Sicurezza sul lavoro
BASTIA UMBRA - Si terrà questa sera alle 21, presso la sala consiliare di Bastia Umbra un incontro-dibattito sul tema "Nuovo testo unico sulla sicurezza del lavoro: tutela o assenza di regole?". L'iniziativa è organizzata dal partito della Rifondazione Comunista e vedrà la partecipazione di Giorgio Miscetti responsabile struttura prevenzione sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl 2, Claudio Bianchini, responsabile della Rsu della Colussi e Luigino Ciotti, candidato di Rifondazione comunista alle elezioni regionali del 3 e 4 aprile prossimi.




Giornale dell'Umbria - 23/03/2005

Ciotti (Prc): «Se sarò eletto in regione, il 20% in progetti»
"La mia indennità in cooperazione"

BASTIA UMBRA - "Il mio primo impegno, in caso di elezione in consiglio regionale, sarà quello di destinare il 20% dell'indennità di carica per progetti di cooperazione internazionale". Così Luigino Ciotti, candidato alle elezioni regionali per il Prc che aggiunge: "Questi soldi saranno versati su un conto corrente della Banca Etica, e saranno gestiti da un comitato di garanti, che ho già costituito, che avrà il compito di decidere quali progetti finanziare e le modalità tecniche (cifre e tempi). Le persone che costituiscono il comitato di garanti (ovviamente tutto esterno a Rc) sono don Achille Rossi de L'AltraPagina di città di Castello, Vanessa Pallucchi segretaria regionale di Legambiente, Giocondo Leonardi direttore della Caritas diocesana di Assisi- Gualdo Tadino-NocetaUmbra, Antonio Loiacono presidente di GSIMovimondo, Ong di Spoleto. Coinvolgerò inoltre le Botteghe del Commercio Equo e Solidale. Questa scelta - prosegue Ciotti - nasce anche dalla volontà di risocializzare le risorse pubbliche, che io ritengo eccessive, conferite ai consiglieri regionali".